Jo Nesbø – Sangue e neve

VOTO 6.5
'Sangue e neve' si prepara a diventare un film: il romanzo è incentrato su un killer dislessico, incaricato di uccidere la moglie del suo boss.

Aggiornamento del 5 aprile 2017: l’adattamento cinematografico di Sangue e neve sarà diretto da Tobey Maguire (che di DiCaprio è molto amico). Non sappiamo ancora se Maguire vestirà anche i panni del protagonista o si limiterà alla regia.

Oslo, 1977. Olav è un killer dislessico al servizio di Daniel Hoffmann, un potente boss della droga. È un killer perché come rapinatore è una frana; è un killer perché si affeziona alle prostitute e, per questo, non potrebbe essere un buon pappone; infine, è un killer perché non sa tenere i conti e non potrebbe nemmeno fare il pusher. Un giorno Hoffmann gli affida un incarico piuttosto delicato: uccidere la moglie Corina, che lo tradisce. Il problema è che Olav si innamora della donna e, così, ammazza il suo amante e non lei, senza sapere che con quel gesto spingerà Hoffmann alla vendetta. Cosa può fare ora? Uccidere Hoffmann prima che sia lui ad ucciderlo. Magari chiedendo aiuto al Pescatore, il peggior nemico del boss.

Come lo vedete Leonardo DiCaprio nei panni del killer? Provate già ad immaginarvelo, perché l’attore americano ha acquistato i diritti cinematografici del nuovo libro di Jo Nesbø, Sangue e neve (pubblicato in Italia da Einaudi) e ne realizzerà presto un film. Lo stile dell’autore norvegese cambia, è più breve, rapido, conciso: un’inversione (parziale) di rotta che non ha trovato tutti d’accordo, scontentando alcuni, entusiasmando altri. Ma, nel complesso, possiamo dire che il thriller non ha per Nesbø più segreti e in Sangue e neve gli ingredienti giusti ci sono tutti: omicidi, menzogne, tensione, ma anche l’amore, poiché, come diceva Aksel Sandemose, le uniche cose di cui vale la pena di scrivere sono l’amore e l’omicidio, e Nesbø ha applicato alla lettera la lezione. Molti gli spunti interessanti, ma forse dal “vecchio” Nesbø ci si aspettava una trama un po’ più articolata (in realtà, se letto liberi da aspettative, Sangue e neve vi regalerà un paio d’ore davvero piacevoli e alcuni colpi di scena inaspettati, soprattutto nel finale).

Di recente, Nesbø ha confermato che il suo Harry Hole è stato messo, per ora, da parte – chissà se tornerà, adesso il suo autore si sta dedicando a una versione di Macbeth «un po’ particolare». Nel frattempo, in un’intervista su la Repubblica – che qui potete leggere integralmente –, gli è stato chiesto se “teme” un adattamento cinematografico di Sangue e neve: «Una volta Michael Ondaatje, l’autore canadese del Paziente inglese, raccontava di aver incrociato per strada un suo amico, un altro scrittore del quale avevano appena portato sullo schermo un romanzo. E Ondaatje gli disse: “Oh no, guarda cos’hanno fatto del tuo libro!” Ma l’altro sereno rispose: “Al libro non hanno fatto proprio un bel niente”. Ed è vero» è stato il commento. Non ci resta, dunque, che dedicarci alla lettura di Sangue e neve, in attesa della pellicola, la quale, speriamo, manterrà lo spirito dell’opera.

Credo che in fondo la sua analisi fosse tanto semplice. E Daniel Hoffmann aveva capito che in un mercato gestito da ciarlatani, idioti e dilettanti, perfino la mediocrità poteva diventare un'altezza reale.
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».