Roberto Saviano racconta in un articolo i 10 anni sotto scorta

Dieci anni fa usciva nelle librerie "Gomorra" e da allora la vita del suo autore, Roberto Saviano, è cambiata. Oggi Saviano racconta su "la Repubblica" i 10 anni sotto scorta.

Dieci anni fa usciva nelle librerie Gomorra e per il suo autore, Roberto Saviano, iniziava la vita sotto scorta. In un articolo su la Repubblica, lo scrittore ha raccontato gli ultimi dieci anni di vita, dalla telefonata del maggiore dei carabinieri Ciro La Volla, che lo informava della necessità di essere messo sotto protezione, a oggi.

«Fare una sintesi di questi anni è difficilissimo, le prime parole che mi sento di spendere sono tutte di gratitudine per i carabinieri che mi hanno scortato ogni giorno, così come per gli ufficiali che li hanno coordinati. Ho vissuto con i carabinieri gran parte del tempo» scrive Saviano.

«Si dà per scontata la libertà d’espressione. In realtà è costantemente minacciata, ancor prima che dalle situazioni di minaccia militare, dall’isolamento, dalla diffamazione: chi è esposto pubblicamente, chi decide di affrontare questi temi sa che non avrà affatto una vita facile. Chi descrive le organizzazioni criminali, gli appalti, il riciclaggio sa che diventerà, in qualche modo, bersaglio. Perché non si discuterà solo del merito di ciò che scrive, ma si cercherà di distruggere la sua credibilità» continua Saviano.

«Non siete riusciti a ottenere quello che volevate. Non mi sono fermato, non mi sono piegato, anche se più volte mi sono spezzato. Ma se c’è una cosa che insegna questa lotta che ho intrapreso con l’arma più fragile e potente che esista, la parola, è che proprio quest’ultima può di volta in volta rimettere insieme ciò che è andato in frantumi. Esattamente come scrissi dieci anni fa in Gomorra: “Maledetti bastardi, sono ancora vivo!”» conclude.

A questo link trovate l’articolo completo su la Repubblica.

Redazione
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