Alessio Torino – Tina

VOTO 6
Dopo 'Urbino, Nebraska', Alessio Torino torna in libreria con 'Tina', un racconto della provincia italiana in cui spiccano soprattutto le figure femminili, descritte con intimità e leggerezza.

Alessio Torino, classe 1975, si dimostra ancora una volta bravo nel raccontare la provincia italiana sotto ogni sua sfumatura. Dopo Urbino, Nebraska, con cui era balzato agli onori della cronaca vincendo anche due premi (Premio Letterario Metauro, Premio Subiaco Città del Libro), ora torna in libreria con Tina, edito sempre da Minimum Fax.

Non parliamo a caso di provincia italiana, perché nei libri di Torino protagoniste sono proprio le storie di persone apparentemente semplici, immerse nella loro quotidianità che, sempre, si vive lontano dai grandi centri, dalle metropoli, dal caos esterno che si proietta all’interno dei personaggi. Se in Urbino, Nebraska era l’inatteso e l’inimmaginato a rompere l’equilibrio calmo della vita di tutti i giorni, Tina rappresenta invece un racconto “di passaggio”, in cui l’autore descrive bene il momento in cui si lascia l’adolescenza per diventare adulti, rendendosi conto di aver lasciato alle spalle qualcosa, per sempre. Lo sfondo è Pantelleria, dove Tina, una ragazza che tutti scambiano per un maschio, arriva per la vacanza estiva con sua sorella Bea e sua madre. L’elemento di instabilità arriva dall’interno del nucleo familiare, perché poco tempo prima dell’estate il papà di Tina ha lasciato la moglie per un’amante molto più giovane, lasciando la donna nella disperazione, nello sconforto.

Alessio Torino
Alessio Torino

Bea e Tina vivono questo dramma come un’avventura, riempita e contornata dai personaggi stranissimi che popolano l’isola: un uomo che si avvicina alla madre, una campionessa di nuoto e il suo fidanzato. Mentre l’estate va avanti, il cambiamento inizia il suo lavoro di perdite e rinascite; si cresce, si fanno esperienze, si rimodellano ruoli che troppo spesso vengono considerati fissi, immutabili. Tutto ciò rappresenta la poetica di Alessio Torino, che senza osare e senza rischiare troppo, ripropone lo schema vincente dell’apparente tranquillità provinciale e del sussulto che arriva inevitabile, una volta dall’esterno e una volta dall’interno. Dove sembra mancare forza, le sue storie acquistano potenza nell’intimità dei personaggi, che anch’essa muta e cambia con l’avvento della novità, o col semplice passare del tempo.

Tina si fissò sui costumi mossi dal vento. Il cuore le batteva nel collo, ma non era più per la corsa.
Donato Bevilacqua
L'autore

Laureato in comunicazione multimediale all'università di Macerata, mi occupo da anni della sezione letteratura de La Bottega di Hamlin. Coordino la redazione di vari magazine online e collaboro con enti, istituzioni ed associazioni per l'organizzazione di eventi e la promozione del territorio.