Paula Hawkins – La ragazza del treno

VOTO 8
"La ragazza del treno" regala un finale inaspettato: tutti i personaggi coinvolti nel libro diventano le inconsapevoli pedine di un gioco intricato, fitto di misteri e bugie.

Non stupisce che La ragazza del treno sia stato trasformato in un film. Trama e stile narrativo sono quanto di più cinematografico si possa pensare e, per quanto ci riguarda, nel corso della lettura Rachel ce la immaginiamo già con il volto di Emily Blunt. Procedendo con ordine, siamo nelle zone di Londra (diversamente dal libro, però, pare che il film sarà ambientato negli Stati Uniti), ai giorni nostri. Rachel è una donna a cui la vita ha tolto tutto: era sposata con Tom e aveva un buon lavoro, ma il desiderio di un figlio – mai arrivato – aveva distrutto l’equilibrio di coppia. Rachel era scivolata nel tunnel dell’alcol, finché il marito non l’aveva lasciata per un’altra donna, Anna, con cui era riuscito ad avere una bambina. Rachel era andata vivere a casa di un’amica, Cathy, a cui aveva nascosto di aver perso il lavoro proprio a causa dei suoi problemi di alcolismo.

Ogni giorno Rachel prende il treno che la porta verso il suo ex ufficio, ritrovandosi a fantasticare sulla vita di due sposini (ribatezzati Jess e Jason) che vivono nel suo ex quartiere (Tom risiede ancora lì, con la nuova compagna). Jess e Jason hanno un’esistenza fantastica, o, almeno, così se la immagina Rachel che li osserva passando davanti alla loro abitazione col treno. Ma, una mattina, la protagonista nota qualcosa di insolito, che sgretola tutte le sue certezze. Inoltre, scopre che Jess (il cui vero nome è Megan) è scomparsa. Rachel si ritrova coinvolta nell’episodio, perché, la notte della sparizione di Megan, lei si trovava lì, ma non ricorda nulla, perché era troppo ubriaca. Ricorda che era lì per Tom, di cui è ancora innamorata; ricorda che c’erano lui e Anna; ma non ricorda cos’è davvero successo quella terribile notte.

L’abilità di Paula Hawkins è quella di riuscire a imbastire una trama avvincente soggetta a un improvviso colpo di scena, che lascia i lettori sinceramente spiazzati. Il finale è inaspettato e tutti i personaggi coinvolti nel libro diventano le inconsapevoli pedine di un gioco intricato, fitto di misteri e bugie. Al centro di tutto c’è questa fragilissima Rachel, una donna che ha toccato il fondo, che ha perso completamente il controllo della sua vita e che non riesce a chiudere con un passato che ha lasciato molti conti in sospeso.

Le vite di centinaia di pendolari sfrecciano quotidianamente davanti a un tranquillo quartierino inglese, costruito accanto ai binari del treno: basta solo uno sguardo più attento, quello di Rachel, per accorgersi che proprio lì sta accadendo qualcosa di atroce, destinato a coinvolgere più vite apparentemente distanti tra loro, eppure legate da un sottile filo rosso e da una storia che ha origine molto tempo prima, quando una giovanissima ragazza rimane incinta e perde tragicamente la sua creatura. Un romanzo da recuperare assolutamente prima dell’uscita del film, quantomeno per non guastarsi l’inaspettato epilogo.

Bevo un sorso, e il gin tonic in lattina trabocca. È forte e freddo; mi ricorda la prima vacanza con Tom, nel 2005, in un paesino di pescatori sulla costa dei Paesi Baschi.
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».