Niccolò Ammaniti – Fango

'Fango' è una raccolta di racconti di Niccolò Ammaniti, pubblicata nel '96 dopo il romanzo d'esordio 'Branchie'.

«Il momento è delicato». Con queste parole, a metà degli anni Novanta, un editore si rifiutò di pubblicare Fango, raccolta di racconti firmata da Niccolò Ammaniti, Premio Strega nel 2007 con Come Dio comanda. L’opera uscì comunque nel ’96 e permise al suo autore di entrare definitivamente e a pieno titolo nella cerchia degli scrittori Cannibali, accanto a nomi come Aldo Nove e Tiziano Scarpa. Una letteratura pulp, quella cannibale, anticipata dall’antologia Gioventù cannibale e dominata da una descrizione cruda e realistica della violenza, in tutte le sue forme, in particolare quelle più estreme.

Niccolò Ammaniti
Niccolò Ammaniti

Rispetto è forse uno dei racconti di Fango più emblematici in tal senso, incentrato su un gruppo di ragazzi i quali, dopo una notte passata in discoteca, si abbandonano a una serie di violenze inaudite ai danni di tre giovani. Ma lo stile cannibale percorre tutto il testo di Ammaniti, a partire dal piccolo gioiellino rappresentato da L’ultimo capodanno dell’umanità, trasposto al cinema dal regista Marco Risi: in questo racconto che apre la raccolta, Ammaniti ci porta nel Comprensorio delle Isole, un ‘posto per signori’, in cui sorgono due edifici, la palazzina Ponza e la Capri, dove un gruppo di personaggi sta organizzando il cenone di San Silvestro. In Ti sogno, con terrore, invece, Francesca, una studentessa italiana residente a Londra, è perseguitata da incubi con protagonista il suo ex, Giovanni. Ex che, con tutta probabilità, è implicato in una serie di atroci delitti.

Fango (Vivere e morire nel Prenestino, che tanto richiama il titolo di un bel film di Friedkin) è incentrato su un delinquente che rimarrà schiacciato sotto il peso del suo stesso mondo e dei suoi meccanismi, mentre se siete alla ricerca di una storia davvero grottesca, rimarrete soddisfatti da Ferro. Il lettore sarà sottoposto a un massacrante tour de force e, se riuscirà a sopravvivere a tutta l’opera, ci penseranno proprio Carta e Ferro a fargli toccare il fondo. Ammaniti altera la realtà, ne amplifica gli aspetti più surreali: i personaggi sono schiavi della noia, delle convenzioni sociali, di ossessioni e dei propri desideri più inconfessabili e segreti. Tutto ciò genera violenza, instabilità mentale e mancanza di valori, che si accompagnano a ogni gesto più estremo: una collezione di ritratti allucinanti, di storie destinate a concludersi, il più delle volte, in tragedia, dove i ruoli si invertono, le vittime si trasformano in carnefici e viceversa.

Un attimo ed è morta. Un attimo e la sua testa è fracassata. Fracassata sulla sabbia.
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».