Jo Nesbø – Il cacciatore di teste

VOTO 8.0
Il cacciatore di teste è senza dubbio uno dei romanzi più interessanti di Jo Nesbø, un nome che, ormai, non ha più bisogno di tante presentazioni. Ci ha pensato il buon James Ellroy a sancire definitivamente la fama ...

Il cacciatore di teste è senza dubbio uno dei romanzi più interessanti di Jo Nesbø, un nome che, ormai, non ha più bisogno di tante presentazioni. Ci ha pensato il buon James Ellroy a sancire definitivamente la fama di questo scrittore norvegese, affermando che nella classifica dei migliori autori crime al mondo Nesbø occupava senz’altro la seconda posizione (la prima Ellroy l’ha riservata per sé, ovviamente). Non gli diamo torto, da un po’ di anni Nesbø colleziona un successo dopo l’altro: da pochissimo è uscito nelle librerie italiane un suo nuovo romanzo, Il confessore, e anche lì, come nel Cacciatore di teste, il protagonista non è il suo Harry Hole.


Nel Cacciatore viene introdotto Roger Brown, appunto cacciatore di teste per le aziende. Uno piuttosto bravo nel suo lavoro e pure felicemente sposato, con una splendida donna di nome Diana, con cui conduce una vita particolarmente agiata. Lei è un’esperta in storia dell’arte e, con l’aiuto economico del marito, ha aperto una galleria: da parte sua Roger, pur guadagnando bene, affronta la sempre maggiore necessità di denaro con i furti di opere d’arte. Un’occasione ghiotta gli arriva dopo l’incontro con un certo Clas Greve, un dirigente affascinante e brillante, che attira l’attenzione di Roger per tre motivi: il primo poiché è geloso delle attenzioni che Diana riserva a Cles; secondo, perché Pathfinder, un’azienda per cui Roger deve individuare un candidato, sarebbe ben lieta di avere nel suo staff un uomo come Greve, ex amministratore delegato di una realtà che Pathfinder stima particolarmente; infine, e forse più importante, perché Greve possiede un Rubens di enorme valore, che Roger progetta di rubare. Quello che il Cacciatore non sa è che proprio da Greve partiranno una serie di eventi destinati a sconvolgere irrimediabilmente la sua vita.

Il cacciatore di teste è un thriller ricco di tensione emotiva, che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina: anche per questo c’è da dire che la scrittura di Nesbo si presta particolarmente ad essere trasposta al cinema. Infatti, il volume è stato adattato per il grande schermo nel 2011 da Morten Tyldum, con il titolo internazionale Headhuntersche, tra l’altro, ha ricevuto critiche molto positive ed è stato il film norvegese di maggior incasso di tutti i tempi (nel cast Aksel Hennie, Synnøve Macody Lund, Nikolaj Coster-Waldau, Eivind Sander e Julie Ølgaard). Se siete appassionati del genere, se cercate un libro con protagonista un anti-eroe indimeticabile, Il cacciatore di teste fa al caso vostro, perfetto per trascorre piacevolmente qualche piovosa e fredda serata di metà autunno. E, naturalmente, consigliamo anche Il confessore e Il pipistrello: quest’ultimo romanzo è cronologicamente il primo episodio della saga di Harry Hole, ma in Italia è stato pubblicato solo quest’anno da Einaudi, a distanza di diciasette anni dalla prima edizione originale. Da recuperare assolutamente.


Riappesi e uscii dalla cabina. Il cielo si stava rannuvolando, ma lo notai a malapena. Stava andando a gonfie vele. Sarei diventato plurimilionario. Con i soldi avrei potuto comprarmi la libertà, la libertà da tutto. Il mondo e qualunque cosa ne facesse parte, inclusa Diana, sarebbe stato mio.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».