Goffredo Parise – L’odore del sangue

VOTO 8.0
Ne "L'odore del sangue" il sesso è concepito come umiliazione, soprattutto per quanto riguarda ciò che la donna subisce.

Goffredo Parise scrisse L’odore del sangue dopo l’infarto che lo colpì nel ’79. Un manoscritto che rimase poi chiuso in un cassetto per anni, pagine che richiamano la malattia, il sangue (o, appunto, il suo “odore”), il sentore di morte, che accompagnarono Parise fino agli ultimi giorni della sua vita.

Ci sono un Narratore e sua moglie, Silvia. Una coppia particolare, che vive un rapporto simbiotico quasi ossessivo, costellato da tradimenti e da lontananze, colmate dal lunghe telefonate. Un amore platonico, che non ha niente di sessuale: l’uomo ha da anni una relazione piuttosto stabile con una ragazza di campagna, mentre lei, Silvia, confessa la sua storia con un ragazzo, forte, virile, con la testa piena di ideali fascisti. A questo punto, scatta nel Narratore la gelosia e la possessività, il “desiderio di sapere” ogni particolare dei rapporti intimi tra la moglie e questo giovane. Non ne ha alcun diritto, vista la sua stessa infedeltà, eppure non esita ad interrogare Silvia, la quale, a sua volta, svela un inquietante lato masochista. Inoltre, il Narratore è di professione medico, per cui non può fare a meno di analizzare i fatti da un punto di vista scientifico, scomponendo, razionalizzando, cercando risposte concrete a ciò che è tutto fuorché tangibile: la mente umana.

Notoriamente e in generale, Parise ebbe nei confronti del sesso un atteggiamento quasi ironico: la sua prospettiva cambia ne L’odore del sangue, dove, al contrario, il sesso è concepito come umiliazione, soprattutto per quanto riguarda ciò che la donna subisce (Silvia è costretta ad accontentare i desideri perversi del suo amante, compreso lo stupro di gruppo). L’odore del sangue è un libro stupendo, entrato a pieno titolo nella storia della letteratura italiana e del cinema, da quando Mario Martone ha realizzato nel 2004 una trasposizione (in chiave moderna) del romanzo dell’autore vicentino. Così, tra erotismo, piaceri (in)confessabili, violenze, gelosie, tradimenti, si consuma il gioco al massacro di una coppia di borghesi annoiati, il cui epilogo tragico è la logica conseguenza di una partita in cui l’unica vera vittima è probabilmente la povera Silvia.

Sembrerà impossibile  ma dopo vent'anni di matrimonio, ora che ci pensavo e volevo pensarci, io mi trovavo a sapere pochissimo della sessualità di Silvia. E questo perché, ad eccezione di un brevissimo periodo un anno o due fa, la nostra vita sessuale fu sempre molto ridotta.
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».