Giovanni Cocco – La Caduta

VOTO 7.5
Esiste un preciso e brevissimo momento in cui tutte le nostre certezze cadono in mille pezzi, le nostre maschere si sgretolano, le armature si sfaldano. Esiste quel momento in cui si ha la profonda convinzione di essere un nulla, un puntino ...

Esiste un preciso e brevissimo momento in cui tutte le nostre certezze cadono in mille pezzi, le nostre maschere si sgretolano, le armature si sfaldano. Esiste quel momento in cui si ha la profonda convinzione di essere un nulla, un puntino insignificante in mezzo a tutto il resto. E questo momento vale per l’individualità di ognuno come per la struttura sociale in cui viviamo. La caduta, primo romanzo di Giovanni Cocco, è un libro che allarga all’infinito quel brevissimo momento, e mentre ti trovi “nudo” a leggere di un declino, sei pervaso da mille domande e paure, sei costretto a riflettere.

Alcuni lo hanno definito un romanzo “biblico”, sicuramente non per la “portata” (220 pagine circa che si leggono d’un fiato), ma per la struttura: questo è infatti un testo concepito come un romanzo sulla Caduta dell’Occidente, analizzata attraverso le singole storie di personaggi, comuni o spinti all’eccesso, che portano nelle loro vite questo immenso caos. Ogni episodio fa riferimento all’attualità, ad un evento che, dal 2005 ad oggi, ha sconvolto il pianeta. Come scene di un quadro, poi, Cocco ha modellato il suo disegno sulla base di passaggi biblici esplicitati nel testo. L’autore prende il lettore e lo scaraventa con violenza dentro la violenza, non gli indica un percorso preciso, ma come una presenza superiore gli mostra un pianeta ferito, scosso.

Nel mostrargli il generale, però, Cocco non perde mai di vista ogni piccolo esempio di umanità sul bordo del baratro. La guerra usa le donne come strumento, il fondamentalismo religioso rende ciechi, la crisi finanziaria annulla la ricchezza dell’Occidente, in Medio Oriente scoppia la Primavera araba, bombe esplodono a Londra, la criminalità divora il sud Italia e Katrina devasta New Orleans. In questo scenario, tutti gli elementi sono tenuti insieme da voci di uomini e donne che raccontano la loro storia, e raccontandola costruiscono un ideale cammino tra un recente passato in fiamme, squarci di presente e granelli di futuro. Mentre li ascoltiamo vorremmo fermali, capire di più, e invece così come sono arrivati, scompaiono nella storia.

Il segreto è proprio questo, la storia. La fiducia che le cose siano andate davvero come dovevano andare e la convinzione che noi, piccoli anelli di una catena, siamo talmente immersi in questo vortice da perdere il senso della speranza, o ritrovare un significato in un sorriso. La Caduta è un momento di “folle lucidità”, in cui Uomo e Natura sono indissolubili, in cui, in un brevissimo istante, siamo vittime, spettatori, strumenti e protagonisti.

Io non volevo essere uno strumento. Volevo essere un protagonista.

Donato Bevilacqua
L'autore

Laureato in comunicazione multimediale all'università di Macerata, mi occupo da anni della sezione letteratura de La Bottega di Hamlin. Coordino la redazione di vari magazine online e collaboro con enti, istituzioni ed associazioni per l'organizzazione di eventi e la promozione del territorio.