Gianni Tetti – Grande nudo

VOTO 6.5
Con Grande nudo, Gianni Tetti conclude la sua Trilogia del vento con una storia dura e diretta. La violenza prende il sopravvento in un mondo ormai in rovina.

Grande nudo è il romanzo (edito NEO) con cui lo scrittore sassarese Gianni Tetti conclude la sua “trilogia del vento”, che comprende anche I cani là fuori e Mette pioggia. Libri che si possono leggere anche come opere singole, ma che sono legate da un filo conduttore che unisce la terra sarda e da un mondo che ormai è in rovina, dove domina la violenza.

Grande nudo è un libro impegnativo, quasi 700 pagine in cui Gianni Tetti presenta al lettore una sorta di confusione tra il mondo allo stato primordiale e ciò che resta dell’uomo. Il genere umano porta in sé come un verme, di cui la Sardegna nei romanzi di Tetti è infetta. Una nuova apocalisse, insomma, che l’autore innesca con lo strumento della violenza, che diventa causa ed effetto dello stato delle cose.

Gianni Tetti decide di descrivere la sua idea di fine: dell’essere umano, del mondo per come lo conosciamo, dell’ordine delle cose. Ma Grande nudo muove in effetti dalla contemporaneità, se è vero che leggiamo di degrado dei rapporti umani e della religione, di indifferenza morale e sociale, di razzismo. L’individualismo delle opere di Tetti è quello che rimane fino al momento della svolta imprevista.

Gianni Tetti
Gianni Tetti, autore di Grande nudo (foto di Giampiero Bazzu)

Gianni Tetti crea un mondo ipotetico, una città senza tempo immersa nella Sardegna in cui sembra non esserci più niente se non rabbia e violenza. Così i cani impazziscono tra i quartieri desolati e lottano contro gli uomini, che intanto si mangiano tra loro.

Grande nudo è un romanzo che si compone di più voci che narrano la stessa storia, piena di miti, profezie, simboli e persino di tradizioni. L’opera di Tetti diventa così un noir (che a volte si trasforma in pulp) che mette al centro le pulsioni primarie dell’essere che un tempo chiamavamo uomo. L’autore decide di non badare troppo alla consequenzialità dell’azione, gioca coi flash-back e col ritmo, confonde volutamente la scena e, quindi, il lettore. Ogni voce narrante si ricongiunge all’altra, e tutte al centro della storia, alle origini.

Questo è Grande Nudo, un immenso cammino verso le origini che Gianni Tetti immagina come un’apocalisse, un’atroce Odissea senza salvezza. Grande nudo è la profezia di uno scrittore sui tempi che stiamo vivendo, sul futuro prossimo, sul passo dopo la crisi, il primo respiro dopo il fumo denso, dopo l’apnea.

E in questa terra cupa e scura che crea Gianni Tetti, l’unica speranza è la figura femminile di Maria, l’unico personaggio in Grande nudo a restare saldo, mentre tutti gli altri scompaiono nella tempesta. Maria è la speranza, l’anello di congiunzione tra uomo e animale, tra il mondo “prima” e il mondo “dopo”. Il lumicino nelle tenebre che il lettore deve seguire per redimersi, salvarsi, rinascere.

Siamo tutti superstiti. Siamo quello che è rimasto. Dopo le guerre, dopo gli attentati. Dopo i virus. Dopo la grande depressione. […] Se qualcuno è convinto che dalla crisi nasca un mondo migliore, sbaglia. È peggio di quello che c’era prima. Perché siamo gli stessi, solo più soli, più impauriti.
Donato Bevilacqua
L'autore

Laureato in comunicazione multimediale all'università di Macerata, mi occupo da anni della sezione letteratura de La Bottega di Hamlin. Coordino la redazione di vari magazine online e collaboro con enti, istituzioni ed associazioni per l'organizzazione di eventi e la promozione del territorio.