Friedrich Dürrenmatt – Franco Quinto. Commedia di una banca

VOTO 8.0
«Cos’è rapinare una banca al paragone di fondarne una?» sosteneva Bertold Brecht. Da anni Franco Quinto e la moglie Ottilie perpetrano nella loro storica banca illegalità di ogni tipo: non solo truffe, raggiri, falsificazioni, ...

«Cos’è rapinare una banca al paragone di fondarne una?» sosteneva Bertold Brecht. Da anni Franco Quinto e la moglie Ottilie perpetrano nella loro storica banca illegalità di ogni tipo: non solo truffe, raggiri, falsificazioni, ma anche le peggiori nefandezze, tra cui l’omicidio. La banca appartiene ai Franco da generazioni, e per Franco Quinto e la moglie sono in arrivo tempi duri: la loro attività, infatti, è sull’orlo del fallimento a causa della pessima gestione degli ultimi anni. Arrendersi è fuori discussione, è necessario salvare la banca, i profitti, e per farlo i due coniugi sono disposti a tutto, fra cui uccidere il loro migliore amico e far prostituire una loro impiegata.

Franco Quinto è un uomo senza scrupoli, una specie di Gordon Gekko a teatro, disposto a tutto per arricchirsi, ma privo di quella “fame” e di quell’intraprendenza che animava il protagonista dei film di Oliver Stone, Wall Street (1988) e Money never sleeps (2010). L’aspetto che Dürrenmatt sottolinea del personaggio è la sua assoluta incapacità di fare scelte oneste, spezzando l’antica tradizione criminale dei padri: morente, l’amico Böckmann afferma che era possibile vivere una vita diversa e che «non esiste eredità che non si possa rifiutare, non esiste delitto che si sia costretti a compiere». Franco, al contrario, nega l’esistenza del libero arbitrio.

Mondi che crollano, vite che si spezzano. È così per Romolo (Romolo il grande, Marcos y Marcos 2011), che assiste impotente alla disfatta dell’impero, ed è così per Franco, avido, ma poco astuto e inetto nell’imporre la propria autorità. È la sua debolezza caratteriale la causa del suo fallimento umano e professionale, e sarà molto facile raggirarlo utilizzando astuzie più diaboliche delle sue, senza contare che, a truffarlo, saranno proprio due persone a lui molto vicine e insospettabili. Il tutto prende forma nel mondo di Dürrenmatt, «in cui l’uomo vive in una sorta di grottesco labirinto» nel quale si perde, incapace di trovare una via di fuga, alle volte rimanendo addirittura immobile, definitivamente umiliato e sconfitto.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».