Eric-Emmanuel Schmitt – Piccoli crimini coniugali

Dalla pièce teatrale 'Piccoli crimini coniugali' di Eric-Emmanuel Schmitt, Alex Infascelli ha tratto l'omonimo film, nelle sale dal 6 aprile.

Dal 6 aprile sarà distribuito nelle sale Piccoli crimini coniugali, diretto da Alex Infascelli e tratto dall’omonima pièce teatrale di Eric-Emmanuel Schmitt (in Italia pubblicata dalle Edizioni E/O). Sergio Castellitto e Margherita Buy sono gli unici due personaggi di questo dramma familiare, che inizia nel momento in cui lui, Gilles, perde la memoria dopo un incidente. Lei, Lisa, la moglie, lo riporta nella loro casa, ma l’uomo non è più lo stesso: non sa più chi è, non riconosce nemmeno Lisa, non ricorda nulla della loro vita in comune. Così, Gilles cerca aiuto proprio nella donna, nel tentativo di ricostruire, pezzo dopo pezzo, la sua storia personale. C’è però qualcosa di strano nel racconto di Lisa: la donna si contraddice spesso e il marito pare non crederle. Lisa sta dicendo la verità oppure sta mentendo? E, in quest’ultimo caso, perché? Che tipo di uomo era Gilles? Cosa si nasconde dietro all’incidente di cui è stato vittima?

Quando vediamo una donna e un uomo davanti a un sindaco o a un prete, dobbiamo sempre chiederci quale dei due sarà l’assassino. Perché è esattamente questa la descrizione del matrimonio che ci fornisce l’autore nella sua opera: un gioco al massacro, un doloroso inferno in cui i coniugi, giorno dopo giorno, si distruggono a vicenda. Gli anni che passano uccidono l’amore, la coppia si adagia sulla durata dell’unione, la passione si spegne, tutto viene dato per scontato. È quindi necessario mettersi in discussione, non voltare lo sguardo altrove per non vedere i piccoli problemi quotidiani, i dolori, la frustrazione, le incomprensioni. Alle volte, sono necessari anche dei gesti estremi per «ammazzare la coppia che dormiva», per ritrovare la complicità del primo incontro.

Pagina dopo pagina, i lettori scoprono la sconcertante verità che si nasconde dietro l’amnesia di Gilles; scoprono che il legame con Lisa non è così come lei lo descrive e che ci sono ferite talmente profonde da risultare pressoché insanabili. Il matrimonio diventa una gabbia dalla quale si vuole fuggire: ma fuggire dove? Perché, come ammette lo stesso Gilles, «gli uomini vagheggiano la libertà, più che utilizzarla» e si finisce sempre per vivere una vita e desiderarne un’altra, come se, in ognuno di noi, esistesse un doppio, del quale prima o poi bisogna liberarsi per tornare ad apprezzare solo ciò che è reale e chi si ha accanto.

Non sono che un uomo, Lisa, e la caratteristica degli uomini è che rifiutano il loro destino.
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».