Davis Grubb – La morte corre sul fiume

VOTO 8
Splendido il lavoro di Laughton nel restituire sullo schermo le atmosfere del romanzo, grazie agli espedienti tipici del cinema espressionista tedesco, dall'uso delle luci a certe geometrie degli spazi.

La morte corre sul fiume di Charles Laughton torna oggi nelle sale in versione restaurata. Quale migliore occasione per segnalarvi la lettura dell’omonimo romanzo da cui è tratto, scritto da Davis Grubb e pubblicato in Italia da Adelphi?

Le famose nocche del Predicatore sono nate lì, tra quelle pagine, che raccontano la tragica storia degli Harper, una sfortunata famiglia dell’Ohio. Il capofamiglia, Ben, è stato arrestato in seguito a una rapina e all’uccisione di due uomini: è condannato a morte, anche perché si rifiuta di confessare dove ha nascosto il ricco bottino di diecimila dollari. Nell’attesa dell’esecuzione, condivide la cella con Harry Powell, chiamato il Predicatore, un sedicente “uomo di Dio”, fissato con le Sacre Scritture.

Ben Harper, in fondo, è un uomo buono, messo in ginocchio dalla Grande Depressione e mosso dal desiderio di migliorare le condizioni di vita della moglie Willa e dei due figli, Pearl e John. Prima di venire arrestato riesce a nascondere quei diecimila dollari e ne rivela il nascondiglio solo ai figli. Fino alla morte difende il suo segreto, ma l’astuto Predicatore ha già un piano: il suo nero passato è costellato di crimini violenti, perpetrati nei confronti di ricche e ingenue vedove. La povera Willa è la sua prossima vittima: sola, con due figli piccoli da crescere, la donna è la preda ideale per Harry Powell, il quale, effettivamente, riesce a sedurla.

Robert Mitchum,  Harry Powell nella pellicola di Charles Laughton
Robert Mitchum, Harry Powell nella pellicola di Charles Laughton

Come la madre, anche Pearl è ammagliata dal Predicatore e, allo stesso modo, i datori di lavoro di Willa, i proprietari di una piccola pasticceria, i quali, in un gesto di pietà nei confronti della giovane vedova, la cui reputazione era stata macchiata dal crimine di Ben, avevano accettato di assumerla come cameriera per cinque dollari alla settimana. L’unico a non lasciarsi influenzare dai modi e dalle parole di Powell è John, il quale vive con angoscia e apprensione l’arrivo di questo misterioso intruso.

Così, nella provincia americana si snoda questo noir teso e inquietante, dove a fare da padroni sono lo psicopatico Predicatore e il suo incontro/scontro col piccolo John. Una tensione che cresce di pagina in pagina, mescolando tinte gotiche a tematiche di tipo sociale: Grubb, infatti, non esita a raccontare indirettamente l’America di quegli anni, ben lontana dal grande sogno americano, dove criminalità e violenza, bugie e avidità sembrano essere gli unici strumenti per sopravvivere.

Da parte sua, Harry Powell non è il buon pastore, semmai un lupo famelico il cui scopo è quello di eliminare gli agnellini, rappresentati da Pearl e John, piccoli, indifesi e, allo stesso tempo, forti e tenaci. Splendido il lavoro di Laughton nel restituire sullo schermo le atmosfere del romanzo, grazie agli espedienti tipici del cinema espressionista tedesco, dall’uso delle luci a certe geometrie degli spazi. Libro e film sono entrambi da recuperare, assolutamente.

Queste lettere sono la lezione fondamentale della vita! esplose lui con una cordialità viscida e ingannatrice. Vuoi che ti racconti la storia della mano destra e della mano sinistra? La storia del bene e del male?
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».