Dario Fo – C’è un re pazzo in Danimarca

VOTO 8.0
Il regno di Cristiano, il "re pazzo", si collocò a ridosso della grande Rivoluzione francese, che sconvolse non solo la Francia, ma l'intera Europa.

In C’è un re pazzo in Danimarca Dario Fo parte da un’inchiesta condotta dal figlio Jacopo sui re di Danimarca del XVIII secolo, per gettare una nuova luce sul re Cristiano VII, affetto da un grave disturbo mentale, sulla sua consorte, Carolina Matilde di Gran Bretagna, e sul medico di corte, il tedesco Struensee. Fo ha recuperato alcuni documenti inediti e dei diari, grazie ai quali ha potuto ricostruire una parentesi storica intensa e coinvolgente, che parla di complotti, amore e, soprattutto, di Idee, con la lettera maiuscola, quelle che animarono il Secolo dei Lumi.

Il regno di Cristiano si collocò, infatti, a ridosso della grande Rivoluzione francese, che sconvolse non solo la Francia, ma l’intera Europa. Liberté, Égalité, Fraternité furono i termini chiave della ribellione che da lì a poco sarebbe scoppiata a Parigi, la cui eco giunse fino agli stati del Nord. Al tempo, la Danimarca era una delle nazioni più arretrate d’Europa e quello che passò alla storia come il “tempo di Struensee” fu davvero solo l’inizio di una serie di mutamenti epocali, il cui frutto è l’attuale e liberale Stato danese. Il libro di Fo si muove tra due poli, la “follia” (di Cristiano) e l’“utopia” (di Struensee), che condizionarono e mutarono il corso della Storia. In particolare, la lettura evidenzia che Cristiano VII era sì pazzo, ma anche “illuminato”, tanto che di Struensee fu grande amico: con la complicità di Carolina Matilde, i due avviarono una serie di riforme allora impensabili, come l’abolizione della tortura, l’abbattimento dei privilegi di casta, la libertà di stampa.

Come ben sappiamo, il bel sogno di Struensee ebbe un epilogo tragico: un colpo di stato organizzato dalla regina madre costrinse Carolina Matilde all’esilio a Celle, dove morì a soli ventitré anni. Struensee fu arrestato, messo a morte e giustiziato nell’aprile del 1772. Cristiano, irrimediabilmente vittima della sua schizofrenia, venne sostituito dal fratellastro Federico, reggente del regno dal 1772 al 1784. Ma un altro Federico era destinato a fare la sua comparsa in scena: il figlio di Cristiano e Carolina Matilde, quello naturale, poiché la sorella Luisa Augusta, sebbene riconosciuta come figlia di Cristiano, nacque quasi sicuramente dalla relazione della madre con Struensee. Federico assunse la reggenza al trono per conto del padre nel 1784 e venne incoronato re dopo la sua morte, nel 1808: fu proprio sotto il regno di Federico che molte delle riforme tanto agognate da Struensee vennero concretizzate, senza stragi ed esecuzioni finali, ma con la sola forza del confronto e dello scambio dialettico («[…] se non cambiamo noi le cose saranno loro a cambiare noi, soprattutto capovolgendoci a testa in giù. Muoviamoci dunque e diamo spazio alle parole e alle idee» furono le parole del principe reggente e futuro re).

Per questo consigliamo caldamente la lettura di C’è un re pazzo in Danimarca di Dario Fo – da cui verrà realizzato anche uno spettacolo: perché ritrae una pagina di Storia che vale la pena di approfondire; perché ha il sapore di una favola, pur raccontando fatti realmente accaduti; perché si può mozzare la testa di un uomo e porre fine alla sua vita, ma le sue idee continuano a vivere, inaugurando così una nuova epoca in una nuova Danimarca.

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Ma, ahimè, la pazzia da cui sono invaso è nemica spietata dei comportamenti umani [...] Spesso mi ritrovo sospeso nel vuoto, come se fossi ridotto a un essere senza corpo, inesistente.
Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».