Marcos y Marcos, un volume di “RIGA” dedicato a Goffredo Parise

Su RIGA, la casa editrice Marcos y Marcos ha dedicato un volume al ricordo del talento letterario di Goffredo Parise.

Il 31 agosto 1986 moriva Goffredo Parise, scrittore e giornalista italiano. Nato a Vicenza alla fine degli anni Venti, Parise acquisì il suo cognome dal patrigno, Osvaldo Parise, direttore del «Giornale di Vicenza», il quale, dopo otto anni di matrimonio con la madre del piccolo Goffredo, lo riconobbe legalmente come figlio.

L’esordio letterario di Parise fu con Il ragazzo morto e le comete, pubblicato da Neri Pozza, a cui seguì La grande vacanza, elogiato sulle pagine del «Corriere della Sera» da Eugenio Montale. La notorietà in Italia e all’estero arrivò per Parise con Il prete bello, scritto dopo il trasferimento a Milano.

La casa editrice Marcos y Marcos ha dedicato un nuovo volume di RIGA (rivista fondata nel ’91 da Marco Belpoliti e Elio Grazioli, oggi una collana di libri a tutti gli effetti) al ricordo del talento letterario di Parise, scrittore a lungo sottovalutato e, in seguito, autore di culto. Leggiamo sul sito dell’editore:

Questo numero di Riga presenta diversi testi inediti e dispersi di Parise (fra i quali un romanzo incompiuto degli anni Settanta, La politica, le lettere dal Vietnam ai tempi dei reportage di Guerre politiche, un frammento sull’America anni Sessanta, il carteggio con Italo Calvino); una sezione di saggi nuovi scritti da studiosi di tre diverse generazioni (nell’ordine-sillabario che Riga ha avuto sin dal principio, da Capote a Spettri); e un’ampia antologia della critica, dal 1951 al 2013 […]. In apertura e in chiusura omaggi di narratori e artisti (per l’occasione, la straordinaria serie dei ritratti fatti al suo compagno di vita da Giosetta Fioroni).

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Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».