Due inchieste di Pasolini in mostra a Milano

Fino al 15 novembre alla Fondazione Forma a Milano vengono raccontate due inchieste condotte da Pasolini: "La lunga strada di sabbia" e "Comizi d’amore"

Fino al 15 novembre alla Fondazione Forma per la fotografia in via Meravigli, a Milano, sarà disponibile La vera Italia? Due inchieste di Pier Paolo Pasolini. La lunga strada di sabbia – Comizi d’amore, mostra su Pasolini incentrata su due inchieste condotte dall’intellettuale italiano sui cambiamenti del Belpaese tra il dopoguerra e il boom economico.

Da una parte troviamo La lunga strada di sabbia, pubblicata sulla rivista Successo: è il ’59 quando Pasolini percorre tutta la costa italiana da Nord a Sud per raccontare gli italiani in vacanza, specchio di un progressivo cambiamento che sta investendo la penisola. Del ’63, invece, è un’inchiesta di Pasolini sugli italiani e la sessualità, il cui risultato sarà Comizi d’amore.

La mostra propone alcune fotografie di scena di Angelo Novi e Mario Dondero da Comizi d’amore, e quelle che, a trent’anni di distanza da La lunga strada di sabbia, il fotografo francese Philippe Séclier ha scattato ripercorrendo l’itinerario di Pasolini. Alle foto è associata la visione del cortometraggio Pier Paolo Pasolini. Appunti per un critofilm (1966) di Maurizio Ponzi.

La mostra è una coproduzione tra Forma – Fondazione Italiana per la fotografia e la Cineteca di Bologna: per maggiori info su orari e prezzo del biglietto, vi rimandiamo al sito ufficiale di Fondazione Forma.

Vi ricordiamo, inoltre, che arriverà in libreria a metà del mese un romanzo-inchiesta di Carlo Lucarelli sulla morte di Pasolini (ne parliamo qui). Vi consigliamo infine la lettura de La macchinazione di David Grieco (Rizzoli), incentrato sempre sulla morte del regista e scrittore: dal libro verrà tratto un film, per la regia dello stesso Grieco. Qui maggiori info a riguardo.

Elena Spadiliero
L'autore

Classe 1985. A sei anni è iniziata la mia storia d'amore con i libri: da allora non li ho più lasciati. Appassionata di cinema, montagna e Dylan Dog. Divoratrice di sushi e smørrebrød. Credo nella bellezza che «salverà il mondo» e nelle parole, ma quelle giuste, perché «chi parla male, pensa male e vive male».